Esplosioni, morti e silenzio internazionale. La guerra riprende, ma la diplomazia tace.
È ricominciato il massacro. Gaza torna sotto le bombe mentre l’esercito israeliano, guidato dal governo di Benjamin Netanyahu, riavvia le operazioni militari con una violenza che supera ogni limite. Le immagini di un missile esploso nel cuore di Gaza City – riprese in diretta da un passante – mostrano la brutalità del conflitto: due donne cercano disperatamente di proteggere un bambino dalle schegge.
Secondo i dati diffusi, sono già oltre 50.000 i morti. Ma ciò che sconvolge ancora di più è l’assordante indifferenza dell’Unione Europea, incapace di prendere una posizione netta, incapace di fermare il massacro.
Dov’è finita la voce dell’Europa dei diritti umani?
Quanto vale la vita di un palestinese per Bruxelles?
Quante altre stragi serviranno prima che la diplomazia rompa il silenzio?
Mentre le bombe cadono e i civili muoiono, l’Occidente guarda altrove. Gaza è tornata a essere un bersaglio, e il mondo, ancora una volta, lascia fare.