San Gregorio Armeno si ribella: “Napoli non è solo criminalità. È arte, storia e cultura.”
Un grande striscione campeggia tra i vicoli di San Gregorio Armeno, la strada dei presepi: “Gomorra napolesi in TV, Napoli dell’arte non vi sopporta più.” È il grido dei bottegai, degli artigiani, dei residenti che si sentono offesi e sviliti da una narrazione mediatica che da anni riduce Napoli a sinonimo di camorra.
Anche questo storico quartiere si unisce al fronte del “no” alle riprese di Gomorra. Ma mentre la città si ribella, chi ha costruito il proprio impero mediatico su questa immagine resta in silenzio. E il riferimento a Roberto Saviano è tutt’altro che implicito.
- “Pecunia non olet”, il denaro non puzza. Ma il silenzio, sì.
- Chi racconta Napoli solo con la violenza, tradisce la sua anima.
- Saviano continua a incassare, mentre i napoletani combattono contro uno stigma globale.
La protesta cresce. Napoli chiede rispetto. Ma chi ha trasformato la città in un set permanente di degrado, oggi si gira dall’altra parte. E questo silenzio, per molti, è una forma moderna di omertà.