mercoledì, Febbraio 26, 2025

COSÌ LA NUOVA CARTOLINA DI NAPOLI E DEL VESUVIO COME VUOLE IL FARAONE

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Regione, ecco le “torri” di De Luca: scempio paesaggistico su Napoli

Mentre i cittadini si scontrano quotidianamente con problemi come trasporti inefficienti, sanità al collasso e una gestione ambientale disastrosa, il governatore Vincenzo De Luca sogna di lasciare un’eredità di cemento e speculazione edilizia. Il progetto di Porta Est, con le sue mastodontiche torri destinate a ridisegnare l’orizzonte partenopeo, è l’ultima follia urbanistica di un’amministrazione che sembra ormai concentrata più sull’autocelebrazione che sulla risoluzione dei problemi concreti della Regione Campania.

Un colosso di cemento che soffoca Napoli

Le nuove torri di Porta Est dovrebbero nascere come “porta d’ingresso moderna” per la città. Ma in realtà rappresentano l’ennesimo colpo sferrato al già fragile equilibrio paesaggistico e architettonico di Napoli. Al posto di un progetto condiviso e ragionato con i cittadini, si opta per una colata di cemento destinata a stravolgere la vista del Vesuvio e il profilo storico della città.

E chi decide tutto questo? Non il Comune di Napoli, non un’assemblea cittadina, non urbanisti o esperti di paesaggio. A dettare la linea è sempre lui, il “Faraone” De Luca, che con la sua arroganza politica continua a imporre progetti faraonici senza una reale concertazione con il territorio.

Manfredi: il fantasma del Comune

E il sindaco Gaetano Manfredi? Come spesso accade, resta nell’ombra, valutando il progetto senza prendere una posizione netta. Mentre la Regione avanza con le sue idee speculative, il primo cittadino sembra più un osservatore che un protagonista della scena politica cittadina. Napoli merita un’amministrazione che sappia prendere decisioni coraggiose, non un sindaco che si limita a “valutare” senza mai esprimersi chiaramente.

Napoli merita di meglio

Le esigenze reali della città sono ben altre: trasporti pubblici funzionanti, riqualificazione delle periferie, un piano urbanistico che valorizzi il patrimonio esistente senza distruggerlo. Ma evidentemente, per chi governa la Regione Campania, è più importante lasciare una traccia monumentale del proprio passaggio che migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Napoli non ha bisogno di torri per sentirsi moderna. Ha bisogno di visione, di amministratori capaci e di un piano di sviluppo che rispetti la sua storia e la sua identità. Il rischio, con questo tipo di progetti, è quello di trasformare una città unica al mondo in un anonimo skyline di palazzoni senz’anima, sacrificando la bellezza sull’altare dell’ego politico.

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