A Napoli ormai funziona così: quando c’è da mettere su qualcosa di concreto, il Comune si fa trovare sempre pronto… a ringraziare i privati. L’ultima dimostrazione di questa straordinaria capacità amministrativa è la Mappatella Gym, una palestra all’aperto sulla spiaggia della Rotonda Diaz, completamente gratuita e pubblica. Sì, pubblica, ma realizzata con i soldi della Fondazione Marinelli-Gaeta e dell’associazione 100×100 Naples.
Il sindaco Gaetano Manfredi, nella solita passerella istituzionale, si è mostrato raggiante nel ricevere l’opera e ha persino esagerato nei complimenti: “Mappatella Gym? È più bella di Rio de Janeiro”. Bene, e allora perché non ci candidiamo a ospitare il Carnevale del 2026? Dopotutto, di sfilate di assessori e promesse senza futuro ne sappiamo qualcosa.
Che il lungomare di Napoli abbia bisogno di servizi è chiaro. Ma qui non si tratta solo di una palestra: è l’ennesima conferma che senza i soldi dei privati il Comune non sa e non può fare nulla. L’area attrezzata è stata donata alla città da chi ha deciso di investire su Napoli, mentre l’amministrazione si è limitata a tagliare il nastro e a incassare i complimenti.
Non a caso, lo stesso Manfredi ha candidamente ammesso che “La sinergia tra pubblico e privato la stiamo attuando in tante cose: dalla gestione del verde alla possibilità di avere attrezzature sportive pubbliche”. Tradotto: se non ci fosse il privato, a quest’ora non avremmo nemmeno una panchina decente sul lungomare.
Una domanda resta sospesa nell’aria: chi garantirà che la Mappatella Gym resti un’area decorosa e ben tenuta? Perché è chiaro che la manutenzione non può essere lasciata al caso. Ma Manfredi e i suoi assessori si limitano a dare il solito consiglio paternalistico: “Serve il rispetto dei cittadini”.
L’assessora Emanuela Ferrante si è affrettata a dire che questa iniziativa “rientra nella realizzazione di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026”. Ma se per fare una palestra sul mare abbiamo bisogno dell’aiuto di imprenditori e fondazioni, cosa dobbiamo aspettarci per eventi più ambiziosi? Si presenteranno con un altro assegno di qualche milione da parte di privati, mentre il Comune farà il solito applauso di circostanza?
Alla fine, il problema è sempre lo stesso: le idee non mancano, ma è il Comune che non sa come trasformarle in realtà senza l’aiuto esterno. Manfredi può anche sentirsi il sindaco di una città più bella di Rio, ma il punto è che non riesce a fare nulla senza che qualcuno gli metta i soldi in mano.
E allora sì, organizziamo il prossimo Carnevale, perché qui le maschere – e le sceneggiate – non mancano mai.